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Italia · Il lavoro nell'impresa

Il recesso dal contratto, il preavviso, il trattamento di fine rapporto e il patto di non concorrenza

il codice civile · articoli 2118, 2120 a 2122 e 2124 a 2127

Il calcolo del TFR si riduce alla retribuzione annua divisa per 13,5

Il calcolo del trattamento di fine rapporto è interamente scritto nell'articolo 2120 e viene spesso semplificato in azienda. La quota annuale è la retribuzione dovuta per l'anno divisa per 13,5, le frazioni di anno si riducono proporzionalmente e le frazioni di mese pari o superiori a quindici giorni valgono come mese intero. La rivalutazione al 31 dicembre somma un tasso fisso dell'1,5 per cento e il 75 per cento dell'aumento dell'indice ISTAT rispetto al dicembre precedente.

Il secondo punto di rottura è l'anticipazione. Le richieste sono soddisfatte annualmente entro il 10 per cento degli aventi titolo e comunque entro il 4 per cento del numero totale dei dipendenti (articolo 2120), l'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto e va giustificata da spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche oppure dall'acquisto della prima casa documentato con atto notarile.

Senza preavviso si deve un'indennità pari alla retribuzione del periodo (articolo 2118)

In mancanza di preavviso il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso, e la stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro (articolo 2118). Questa indennità si calcola computando le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o ai prodotti e ogni altro compenso di carattere continuativo, con esclusione dei rimborsi spese, e comprende anche l'equivalente del vitto e dell'alloggio dovuto al prestatore di lavoro (articolo 2121). Se la retribuzione è in tutto o in parte a provvigioni, premi o partecipazioni, l'indennità si determina sulla media degli emolumenti degli ultimi tre anni di servizio o del minor tempo prestato (articolo 2121).

In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato il prestatore ha diritto a un trattamento di fine rapporto, calcolato sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore alla retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5, ridotta proporzionalmente per le frazioni di anno e computando come mese intero le frazioni pari o superiori a quindici giorni (articolo 2120). In caso di sospensione della prestazione per una delle cause dell'articolo 2110 o di sospensione con integrazione salariale, si computa nella retribuzione l'equivalente di quanto sarebbe spettato in caso di normale svolgimento del rapporto (articolo 2120).

Il trattamento maturato, escluse le quote dell'anno in corso, si incrementa su base composta al 31 dicembre di ogni anno con un tasso costituito dall'1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall'ISTAT rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente (articolo 2120). Per le frazioni di anno si prende l'incremento dell'indice del mese di cessazione rispetto al dicembre precedente (articolo 2120). Le anticipazioni sono soddisfatte annualmente entro il 10 per cento degli aventi titolo e il 4 per cento del numero totale dei dipendenti, possono essere ottenute una sola volta e sono detratte a tutti gli effetti dal trattamento (articolo 2120).

In caso di morte del prestatore di lavoro le indennità degli articoli 2118 e 2120 devono essere corrisposte al coniuge, ai figli e, se vivevano a suo carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo (articolo 2122). Se non vi è accordo tra gli aventi diritto la ripartizione si fa secondo il bisogno di ciascuno, e in mancanza delle persone indicate le indennità sono attribuite secondo le norme della successione legittima (articolo 2122).

Alla cessazione del contratto, qualunque ne sia la causa, l'imprenditore deve rilasciare un certificato con l'indicazione del tempo durante il quale il prestatore di lavoro è stato occupato alle sue dipendenze e delle mansioni esercitate (articolo 2124). Il vincolo di non concorrenza non può durare più di cinque anni per i dirigenti e più di tre anni negli altri casi, e una durata maggiore si riduce a quei limiti (articolo 2125). Se il lavoro è stato prestato con violazione di norme poste a tutela del prestatore, questi ha in ogni caso diritto alla retribuzione (articolo 2126), ed è vietato all'imprenditore affidare a propri dipendenti lavori a cottimo da eseguirsi da prestatori assunti e retribuiti direttamente dai dipendenti stessi, rispondendo altrimenti in via diretta verso quei prestatori (articolo 2127).

Il sistema genera il passaporto della società ComplianceSME e poi vi guida attraverso i file di lavoro

Il file di lavoro 9 prende il recesso, il preavviso, l'indennità sostitutiva e l'intero calcolo del trattamento di fine rapporto, comprese la rivalutazione annuale e le anticipazioni. Il file di lavoro 10 prende l'indennità in caso di morte, il certificato di lavoro, il patto di non concorrenza e il divieto di cottimo affidato ai dipendenti. Le domande chiedono i prospetti di calcolo, non la conferma che il calcolo è stato fatto.

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